05/07/2011
A.A.A. Cercasi futuro

Viviamo nell’epoca del “presentismo”. Pionieri di questo sentimento i giovani italiani , ormai incapaci di costruire e addirittura di immaginare il loro futuro. Gli ultimi dati Censis evidenziano come ad oggi solo il 27, 1% dei nostri giovani ha intenzione di avviare un’attività autonoma a dispetto di una media europea pari al 42,8%.  Tra le motivazione di tale scelta, il 21,8% ritiene l’impresa troppo complicata, un valore altissimo rispetto al 12,7% indicato dai giovani cittadini europei.

La perdita di significato del percorso formativo offerto dalla scuola diventa quindi un sintomo correlato. Per oltre il 50% dei giovani italiani lo studio, infatti, non rappresenta un investimento valido. La scuola e l’università sono identificate negativamente in quanto incapaci di garantire un successo assicurato, eccezion fatta per i master, che grazie allo strumento dello stage continua a mantenere una buona attrattività.

Questa situazione di disagio esistenziale si riflette anche nella dimensione economica generale del paese che ha visto negli ultimi anni un aumento della quota destinata ai consumi a differenza di quella riservata agli investimenti. Nello specifico dal 1990 ad oggi i consumi nazionali sono cresciuti del 22% mentre gli investimenti solo del 12%.  

Le dimensioni identificate riflettono appunto la mancanza di visione del futuro che porta i giovani e la società in generale ad una conservazione dell’esistente, il futuro resta un’idea, di un progetto resta l’annuncio, delle passioni restano le emozioni. In questo scenario l’esigenza di un cambio di rotta è quasi un eufemismo. (Fonte: Censis.it)