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16/03/2012
Rubrica: dal sapere a saper fare
L'ingegnere: per una formazione all'avanguardia

La formazione ingegneristica prevede diverse specializzazioni, dall’elettronica, all’informatica, dall’edile al civile, etc.. Quali saranno nel prossimo futuro gli indirizzi che avranno maggiore successo?Quali ambiti formativi troveranno una maggiore corrispondenza rispetto alle richieste del mercato? Inoltre, qual è il ruolo rivestito dai corsi di Alta formazione e Master per questa professione? Possono, quest'ultimi, rappresentare una
 strada preferenziale per l'accesso al mercato del lavoro?  

In merito l'analisi e l'opinione del Direttore del Centro studi C.N.I. (Consiglio Nazionale degli Ingegneri di Roma)  Massimiliano Pittau, insiele alle riflessioni del professor Francesco Paolo La Mantia, del Dipartimento di Ingegneria Chimica dei Processi e dei Materiali dell'Università degli studi di Palermo.

Lo scenario


Professor La Mantia:
La  professione dell’ingegnere è un “mestiere” che si è continuamente evoluto nel tempo. All’immagine tradizionale dell’ingegnere come progettista di case e macchine se ne sono  andate affiancando molte altre.

Dall’informatica, alla gestione di sistemi complessi, dai materiali avanzati alle biotecnologie, i campi di interesse per questa figura si sono continuamente ampliati, così come si sono ampliati le possibilità di impiego.

A questo, oltre che alla “tradizionale” professione, è dovuto il minor impatto occupazionale, negativo per i laureati in ingegneria, in questo e in tutti i periodi di crisi.

In Italia, poi, è necessario un  avanzamento tecnologico in molti settori manufatturieri e la figura dell’ingegnere è figura chiave in questo processo.

Paradossalmente, ciò, mentre rende più facile “trovare lavoro”, complica un po’ la ricerca dello stesso. Infatti, bisogna seguire molti canali diversi e guardare verso possibilità occupazionali anche in ambiti che non sembrava potessero averne.
 
Le Facoltà e i Dipartimenti restano sempre un punto di riferimento importante per i neo-laureati in cerca di lavoro, anche perché i sempre maggiori contatti fra le Università e le realtà produttive ne fanno uno snodo fondamentali nel rapporto formazione-lavoro.  

La formazione, dall'ingegneria ambientale alla chimica

Direttore Pittau: Per quanto riguarda la formazione ingegneristica rimarrà elevata la domanda di laureati dell’indirizzo “civile ed ambientale” e di quello “elettronico e dell’informazione” che anche negli anni passati hanno avuto una consistente richiesta da parte del sistema produttivo; crescerà però in particolare la domanda di laureati con competenze ingegneristiche “gestionali”, “dell’automazione” e “biomediche”.

Professor La Mantia:  La chimica italiana, e quindi l’attività industriale che era fonte primaria di lavoro per gli ingegneri chimici attraversa ormai da molti decenni uno stato decisamente non buono per scelte di politica industriale assolutamente sciagurate.

Negli ultimi anni, la crescita di aziende di minori dimensioni proiettate verso  ambiente, biotecnologie, energie alternative e altre tecnologie avanzate ha allargato gli orizzonti lavorativi degli ingegneri chimici.

In molti di questi nuovi settori, la ricerca italiana è all’avanguardia in Europa. Le imprese e gli investitori mostrano molto interesse verso l’industrializzazione di nuovi prodotti e processi in questi settori e le aree del Friuli, del Piemonte e della Lombardia, principalmente, presentano molte nuove attività in questi settori industriali avanzati.

La formazione specialistica: Master e Alta Formazione

Direttore Pittau:
Il riconoscimento da parte del mercato dei corsi di specializzazione e Master per ciò che concerne il laureati in ingegneria è piuttosto blando. Tradizionalmente i laureati in ingegneria sono percepiti come portatori di una formazione completa, che può essere favorevolmente integrata con esperienze lavorative (meglio se all’estero) piuttosto che attraverso la frequenza  di ulteriori corsi accademici.

Nel 2011, solo il 2% delle assunzioni di laureati in ingegneria di primo livello ed il 7% di quelle riservate ai laureati specialistici/magistrali da parte delle imprese private si è rivolto a soggetti in possesso di titoli post-laurea (corsi di specializzazione, Master etc).

Questi ultimi possono essere utili per un miglior inserimento occupazionale se effettivamente destinati all’acquisizione di competenze specifiche, preferibilmente attraverso la frequenza di realtà produttive avanzate.
  

Professor La Mantia:
I corsi di specializzazione ed i master rivestono per il laureato in Ingegneria un ruolo importante ma non fondamentale, come per altri laureati, per la professione. Tuttavia, master e scuole di specializzazione sono fondamentali nel fornire alta formazione in aree fortemente specializzate e avanzate che non possono essere coperte dai corsi universitari. In questi settori  master e scuole di specializzazioni possono essere importanti chiavi di ingresso nel mercato del lavoro.

Fine seconda parteLa terza e utlima parte dello Speciale Censisguida sugli ingegneri verrà pubblicata il prossimo 23 Marzo. 

Prima parte: L'ingegnere: ancora una professione invidiabile
Terza parte:  L'ingegneria italiana: filiere e poli di eccellenza
 
Su CensisGuida 4 i master in discipline ingegneristiche: 

Ingegneria delle materie plastiche
Innovazione sui sistemi meccanici e meccatronici
Ingegneria dell'acqua per uso potabile civile e industriale
Programmazione e gestione di sistemi energetici