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05/03/2012
Incontro con la Prof.ssa H. Alford, decano Fac.Scienze Sociali Univ. Angelicum
CSR Manager: tra pianificazione e comunicazione d'impresa

1. La Responsabilità Sociale d’Impresa. Un nuovo modello di fare impresa. Qual è, secondo Lei, il livello di attenzione delle imprese italiane verso la CSR? Quanto le politiche e le attività in CSR possono essere una strada percorribile per uscire dall’attuale crisi economica?


R:
Le grandi imprese italiane, in particolare quelle quotate, è già da molti anni che adottano politiche aziendali e strumenti informativi idonei a perseguire una efficace strategia di CSR. Alcune di queste imprese hanno ritenuto opportuno affidare la gestione delle diverse practice di CSR a specifiche unità organizzative con a capo un responsabile (il c.d. CSR manager).

La creazione di posizioni organizzative legate alle attività riconducibili alla CSR ha consentito la condivisione di nuove conoscenze e competenze specialistiche tra aziende e centri di formazione e ricerca. Il livello di attenzione per queste practice aziendali è aumentato per effetto dell’ingresso dei fondi di investimento socialmente responsabili (o cosiddetti etici) nel capitale delle grandi imprese quotate e della maggiore pressione esercitata sul top management da parte dei mass media, delle associazioni ambientaliste e dei consumatori, oltre che della comunità in generale.

Questi stakeholder dispongono di strumenti molto potenti di comunicazione (social media) in grado di disintegrare in poco tempo la corporate reputation. Non a caso, la CSR è da molti considerata il baluardo della reputazione e dell’immagine aziendale.

Le buone pratiche di CSR sono diffuse anche nel mondo delle PMI, sebbene le pressioni esterne in questo caso risultano inferiori dato che il livello di esposizione al pubblico per molte di esse è limitato se paragonato a quello delle grandi aziende. L’interesse delle PMI per la CSR è comunque crescente e oggi sono molti i casi di aziende familiari che hanno intrapreso la via dell’innovazione sostenibile e della responsabilità sociale.  

Nei momenti di difficoltà economica, uno dei fattori che contribuisce a preservare l’economicità aziendale è la robustezza del legame tra l’impresa e i propri stakeholder. Una crisi temporanea è superabile se tra l’impresa e i propri stakeholder si è costruito, anche mediante attività di CSR, un solido e duraturo legame di tipo fiduciario.

Per ulteriore informazioni, la rivista on line della nostra Facoltà di Scienze Sociali (http://www.oikonomia.it/) ha pubblicato nell'ottobre 2012 un dossier dal titolo:  "A che punto è l’applicazione della Responsabilità Sociale d’Impresa in Italia?"

2.  Quali sono le competenze di un CSR Manager? Quali prospettive in termini occupazionali si prevedono per chi decide di intraprendere questo percorso? Qual è il ruolo e il plus valore dei corsi di Alta Formazione in materia?   

Il CSR Manager prima di tutto sa dialogare in modo costruttivo con le diverse unità organizzative presenti all’interno dell’azienda e con gli stakeholder esterni. Ha pertanto conoscenze generaliste in materia di organizzazione, pianificazione strategica, governo societario, sistemi di controllo interno, management ambientale, finanza sostenibile, comunicazione d’impresa.

Compiti principali del CSR Manager sono la progettazione, il coordinamento e l’implementazione di strategie e politiche che consentono di valorizzare le relazioni con i diversi stakeholder ai fini del miglioramento delle performance complessive dell’azienda.

Nelle moderne organizzazioni sarebbe bene che tali prerogative siano devolute al maggior numero possibile di centri decisionali aziendali. Il manager del futuro – qualunque ruolo egli ricopra – deve saper riconoscere quando buone pratiche di CSR rappresentano delle opportunità di miglioramento dei processi organizzativi e deve saperle implementare efficacemente.

Negli ultimi anni è aumentato il fabbisogno di personale con competenze specialistiche in tema di CSR anche per effetto dell’innovazione legislativa in tema di responsabilità amministrativa delle società (D.Lgs. 231/2001) e di corporate governance.

In passato il CSR Manager veniva “calato dall’alto” in questa nuova funzione e si formava sul campo. Oggi il CSR Manager ha l’opportunità di formarsi presso centri altamente qualificati per acquisire dimestichezza con gli strumenti della CSR e per apprendere le basi teoriche di una disciplina che nel corso degli ultimi anni è progredita sotto l’impulso di un’attività di ricerca molto intensa.

Coloro che acquisiscono una formazione specialistica in materia di CSR possono spendere le proprie conoscenze in funzioni aziendali che si occupano di governo societario e controlli interni, relazioni esterne, risorse umane, solo per citarne alcune. Questo perché il CSR Manager ha competenze specialistiche ma trasversali rispetto alla diverse funzioni aziendali.

Per maggiori informazioni visitate la vetrina del Master in Management e Responsabilità Sociale D'impresa promosso dalla Facoltà di Scienze Sociali Angelicum e Corso di Laurea In Economia Aziendale e Bancaria LUMSA.