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9/5/2011
Incontro con Ferdinando di Iorio, Rettore dell'Università degli Studi dell'Aquila


Sono trascorsi quasi 30 mesi dai tragici eventi che hanno colpito la città. Qual è oggi la situazione dell’Università dell’Aquila?

R: 
Ripercorrere questi due anni dopo il sisma del 2009, significa ricordare che all'indomani del 6 aprile nessun edificio dell’Università dell’Aquila era agibile e che il 70% delle sue strutture erano andate distrutte.

 

Posso oggi affermare che la fase dell’emergenza è superata, grazie anche al determinante accordo di programma con il MIUR dell’8 maggio 2009, che ha assicurato le risorse finanziarie necessarie per garantire il funzionamento dell’Università per tre anni e per affrontare la ricostruzione ed il ripristino delle sue strutture.

La vitalità dimostrata dall’Ateneo può ora rappresentare il volano necessario per garantire un nuovo sviluppo alla città dell’Aquila, anche in considerazione della ben rappresentata vocazione di carattere scientifico-tecnologico, che costituisce un elemento di straordinaria rilevanza e che dovrebbe essere maggiormente considerato in sede di
programmazione politica nazionale e regionale. 

Una parte rilevante dell’economia della città era generata proprio dall’Università e dall’alto numero di studenti fuori sede che la vivevano. Ci sono stati ripercussioni o i dati in vostro possesso testimoniano che la macchina si è rimessa in moto?


R: 
Pur nello scenario critico del post-terremoto e in un contesto nazionale irto di difficoltà, l’Ateneo aquilano ha superato di gran lunga i 20.000 iscritti, dando ragione alla decisione di far restare l’Università dell’Aquila nella città dell’Aquila.
Tutte le Facoltà hanno sostanzialmente mantenuto i livelli di iscritti dell’anno accademico 2008/2009. Va sottolineato in modo particolare il dato relativo agli immatricolati, che hanno ampiamente superato i 5000.

E’ un risultato che rappresenta un segnale di fiducia dei giovani verso l’istituzione accademica aquilana. E’ stata sicuramente strategica la scelta di chiedere al MIUR l’esonero per tre anni dal pagamento delle tasse di iscrizione.

Rimangono ancora aperti i problemi legati alla residenzialità, ai servizi per gli studenti, che non sono di competenza dell’Università e che scontano le limitate risorse che vengono investite sul diritto allo studio


Nel prossimo futuro su quali saperi intendete calibrare o irrobustire la vostra offerta formativa, sia quella universitaria (triennale e specialistica) che sull’alta formazione (master)?

R: 
Deve restare fermo il presupposto indispensabile per ogni Ateneo di rappresentare al meglio tutti i saperi, scientifici e umanistici. Intravedo un pericolo nel concepire lo scopo dell'istruzione in termini esclusivamente utilitaristici, legandolo alla spendibilità delle nozioni acquisite nel mondo del lavoro più che alla crescita integrale della società e delle persone che in essa vivono.

Detto ciò, è comunque necessaria anche una lettura dei bisogni formativi del territorio che evidenzia come l’Abruzzo abbia un numero insufficiente di laureati in discipline tecnico-scientifiche, che andrebbero implementate rispetto all’offerta formativa, da riqualificare in direzione delle discipline tecnico-scientifiche soprattutto per l’alta formazione.