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1/20/2012
Incontro con il Professor Eugenio Gaudio, Preside della Facoltà di Medicina e Farmacia della Sapienza di Roma
Il futuro della professione medica

Negli ultimi anni l’offerta di corsi post-laurea è cambiata: meno Master proposti, il riassetto delle scuole di specializzazione…può dirci come si presenta oggi e quali sono le prospettive di  Alta formazione per i neolaureati delle Facoltà di Medicina e Chirurgia?

R: Io ritengo che le prospettive di formazione post-laurea, per l’area medica, siano molto buone: innanzitutto con l’accesso alle Scuole di Specializzazione, in via di progressivo riordino, con l’obiettivo di una maggiore professionalizzazione “pratica” e di una piena valenza formativa a livello europeo.
E’, poi, importante l’ offerta di numerosi Master di secondo e di terzo livello (post-specialistici) con l’obiettivo di una formazione continua e di una professionalizzazione teorico-pratica e sub-specialistica. La diminuzione del numero delle proposte in offerta, quando correttamente interpretata, deve andare nel senso di una maggiore qualificazione e sostenibilità dei corsi, quindi a vantaggio degli studenti.

Per quanto riguarda i master dell’area medica quali sono, a Suo giudizio, quelli su cui si concentra maggiormente la domanda degli studenti considerando sia i laureati del ciclo unico che quelli delle triennali? 

R: Mi pare che, in base ai dati a nostra disposizione, in  realtà tutti i master facenti parte dell’offerta formativa dell’area medica riscuotano un grande successo, con un numero di domande significativamente più alto di quello delle altre aree; in particolare, i master con spiccata vocazione professionalizzante, soprattutto se di diagnostica strumentale, riscuotono un grande successo fra medici e specialisti.

Quali sono, a Suo giudizio, i fabbisogni formativi che bisognerà soddisfare maggiormente per una classe di laureati in area medica sempre più qualificata?

R: La formazione continua è il punto più importante per il futuro: sinora il sistema di ECM non ha ben funzionato; le Università devono essere più coinvolte, come sede naturale della formazione continua, indispensabile in Medicina. I Master, quando ben strutturati, possono svolgere in tal senso un ruolo fondamentale che va meglio orientato e raccordato in sede programmatoria e nazionale con le reali esigenze dell’ampia platea cui si rivolgono.